Bosnia ed Erzegovina

Perché non fare un salto dalla Croazia in Bosnia-Erzegovina? Questo paese poco noto è una delle destinazioni emergenti del turismo europeo!

Due regioni storiche unite in un unico paese, a volte legate da una congiunzione a volte da un trattino: sono la Bosnia ed Erzegovina, o Bosnia-Erzegovina, una delle destinazioni emergenti del turismo europeo. Meno di 50 km separano le spiagge della Croazia meridionale da alcune delle località più interessanti di questo paese: perché non prolungare il viaggio in territori tutti da scoprire?

Va detto, non è una meta facile: il paesaggio è in gran parte montano con strade tortuose e spesso in condizioni non ottimali, gli alloggi semplici, le informazioni su attrazioni e mezzi di trasporto ancora difficili da reperire. Ma è una meta bella e ricca di meraviglie, magari nascoste tra gole immerse nel verde, viuzze ciottolate di un quartiere etnico, cittadine a 700 metri di altezza sul livello del mare o dietro l’angolo di un anonimo quartiere di deprimenti palazzoni d’architettura socialista.

Le cose sono destinate a cambiare in meglio: nel 2019 la nota casa editrice di guide turistiche Lonely Planet ha inserito la Bosnia-Erzegovina nella sua lista “Best in Travel” consigliandola come una delle nuove destinazioni più interessanti. Con i riflettori del turismo mondiale puntati addosso questa terra probabilmente vivrà lo stesso tumultuoso sviluppo che in pochi anni ha reso la Croazia una meta top per le vacanze estive.

Visitatela adesso, ancora autentica e genuinamente ospitale, e potrete vivere l’emozionante esperienza di esplorare una terra che è un mix sorprendente di vitalità e malinconia, bellezza e decadenza.

Fatelo con la giusta disposizione d’animo: profondamente segnata da una guerra troppo recente per non rabbuiare il volto di chi la racconta, la Bosnia-Erzegovina va visitata con gli occhi e la mente aperti e la voglia di scoprire un paese così vicino a noi di cui però sappiamo ancora così poco.

Quando andare in Bosnia-Erzegovina

Il Blagaj Tekija, monastero derviscio del 1520, ora monumento nazionale.

I mesi migliori per visitare la Bosnia-Erzegovina sono maggio, giugno e settembre quando le temperature permettono di stare all’aperto senza soffrire. È il periodo migliore non solo per le visite a musei e monumenti ma anche per il trekking.

In autunno e ancor più in inverno le temperature sono molto rigide e da novembre a marzo le nevicate generalmente sono abbondanti, soprattutto nella zona di Sarajevo; il clima è leggermente migliore nella pianura di Mostar, dove le temperature vengono mitigate dalla vicinanza col mare. Se amate i paesaggi ricoperti di neve o gli sport invernali febbraio e marzo sono un periodo ideale per visitare la Bosnia-Erzegovina.

Anche l’estate è caratterizzata da temperature estreme, con picchi di 35° o anche 40° nelle ore più calde. La sera, però, è generalmente fresca quindi ricordate di portare qualche capo più pesante per uscire dopo il calar del sole.

Portate sempre con voi anche un ombrello perché le piogge, seppur meno frequenti in estate, sono distribuite durante tutto l’anno.

Come arrivare in Bosnia-Erzegovina

Esistono tre aeroporti internazionali in Bosnia-Erzegovina (Sarajevo, Mostar, Banja Luka) ma nessuno di questi è collegato all’Italia da voli low cost.

Il modo più semplice per arrivare in Bosnia-Erzegovina dall’Italia è prendere un volo o un traghetto per Spalato o Dubrovnik in Croazia e da lì proseguire in auto o in autobus. Un’altra possibilità è di volare su una città europea collegata ai tre aeroporti bosniaci, ad esempio Londra, Francoforte e Vienna, e raggiungere la propria destinazione con un secondo volo.

Dall’Italia settentrionale è anche possibile raggiungere la Bosnia-Erzegovina in auto: Medjugorje e Mostar si trovano a circa 600 km, molti dei quali percorribili in autostrada. Un po’ più complicato è arrivare in auto a Sarajevo perché la città è stretta tra le montagne delle Alpi Dinariche e alcuni tratti di strada sono tortuosi.

Cosa vedere in Bosnia-Erzegovina

Sebbene sia un paese di piccole dimensioni, la Bosnia-Erzegovina è ricca di bellezze paesaggistiche e di attrazioni storiche e culturali. Iniziate la vostra esplorazione di questo paese ancora poco noto ma tanto affascinante da queste tre mete imperdibili.

Sarajevo

La chiesa ortodossa della Natività di Gesù

Tutti ricordano Sarajevo come la città più martoriata della guerra nell’ex Jugoslavia degli anni Novanta, ma va resa giustizia a questa città dove per secoli culture e popoli diversi hanno convissuto senza alcuna separazione o odio presentandola per ciò che veramente è: una città multiculturale, un ponte ideale tra Oriente e Occidente.

Vero, il ricordo della guerra è troppo recente perché le ferite siano completamente rimarginate, come potrete facilmente rendervi conto visitando i musei, i memoriali, i tunnel sotterranei e gli altri luoghi simbolo della guerra: un viaggio a Sarajevo è inevitabilmente un’esperienza che invita a riflettere.

Ma per le vie di Sarajevo potete imbattervi anche in segnali di vivacità, fermenti culturali e ottimismo: potrete visitare splendide chiese cattoliche, chiese ortodosse, sinagoghe e moschee, sorseggiare caffè e dolcetti turchi o carne alla griglia tipicamente balcanica, passeggiare per moderni viali fiancheggiati da negozi.

Inevitabilmente finirete per innamorarvi della gente del posto, accogliente, divertente e arguta.

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Mostar

Panorama di Mostar e del fiume Neretva

Davvero un peccato che anche il nome di Mostar evochi subito alla mente terribili immagini di morte e distruzione: per tutti la seconda città bosniaca è ancora quella del ponte distrutto, il bellissimo Ponte Vecchio che collega le due sponde del fiume Neretva e le due comunità, cattolica e musulmana, che per secoli hanno convissuto pacificamente.

L’iconico ponte è stato ricostruito rispettando fedelmente la struttura medievale e usando pietre estratte dalla stessa cava di quelle originali. Immersa nel verde, la città è un incanto; il suo piccolo centro storico – un vero gioiellino – racchiude una quantità sorprendente di attrazioni: musei, moschee, mercati, eleganti dimore ottomane e naturalmente ponti.

Lasciatevi rapire dalla magica atmosfera di Mostar, la sua sottile vena malinconica e i suoi scorci romantici, l’ardire dei giovani che si tuffano nel fiume da un ponte alto più di 20 metri e le lucine delle taverne e dei bar che come tante piccole stelle illuminano la notte cittadina.

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Medjugorje

Statua della Madonna di Medjugorje

Perché una piccola e tranquilla cittadina di montagna senza particolari attrattive sia capace di attirare folle da migliaia di persone è presto spiegato: nel 1981 a sei ragazzini di Medjugorje apparve in visione la Madonna, che si presentò a loro come Regina della Pace.

In pochi anni da quell’episodio Medjugorje è diventata una delle mete di pellegrinaggio più importanti d’Europa, visitata da persone speranzose in una guarigione miracolosa (al pari di Lourdes e Fatima), ferventi devoti e semplici curiosi.

Tutto ciò che gira intorno alla Madonna di Medjugorje – luoghi sacri, tour organizzati, pensioni per pellegrini, bancarelle di souvenir – è un mix di fede religiosa e folklore kitsch.

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Escursioni e visite guidate

Prefisso telefonico

Il prefisso telefonico internazionale della Bosnia-Erzegovina è +387: per chiamare quindi un numero bosniaco dall’Italia è necessario comporre il prefisso 00387 prima del numero del destinatario.
Per chiamare dalla Bosnia-Erzegovina all’Italia dovete aggiungere 0039 al numero italiano; se chiamate un numero fisso ricordatevi di non digitare lo zero del prefisso locale.

Bandiera della Bosnia-Erzegovina

La bandiera della Bosnia-Erzegovina è composta da un triangolo giallo su sfondo blu brillante con una striscia di stelle bianche a cinque punte lungo l’ipotenusa del triangolo.

Il triangolo allude alla forma del paese, il blu, il giallo e il bianco sono colori tradizionalmente associati alla Bosnia-Erzegovina, le stelle rappresentano l’Europa.

L’attuale bandiera è entrata in vigore nel 1998.

Moneta

La Bosnia-Erzegovina non fa parte dell’Unione Europea pertanto per pagare è necessario cambiare gli euro in valuta locale.

La moneta ufficiale è il marco bosniaco, detto anche marco convertibile, abbreviato in KM; la sigla nelle agenzie di cambio è BAM. Un marco bosniaco equivale a circa 0,51 euro.

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